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MELODRAMMA
DI
MUSICA DI
©a laAPiPiaiiSiiHiTrARgn
ALL' L R. TEATRO ALLA S£ALA
la Primavera f £55.
MILANO
DALL* I. R. STABILIMENTO NAZIONALE PRIVILEGIATO DI
TITO DI &IO. RICORDI
Contrada degli Omenoni, N.° 1720
e sotto il portico a fianco dell' I. R. Teatro alla Scala.
21679
PERSONAGGI
Il Conte RODO! FO , Signor del Villaggio
Signor Ecbeverria Giuseppe
TERESA, Molinara
Signora Berilli Carotina
AMINA, Orfanella raccolta da Teresa, fidanzata ad
Signora Viola Virginia
ELVINO, ricco possidente del Villaggio
Signor Calzolari Enrico
LISA , Ostessa, amante di Élvino
Signora Ferlotti Adelaide
ALESSF . Contadino, amante di Lis£
Signor Lodetti Francesco
Un Notaro
Signor Aliprandi Domenico
Cori e Comparse* Contadini e Contadine.
La scena è in un villaggio della Svizzera.
ATTO PRIMO
SCENA PRIMA.
Villaggio. In fondo al Teatro si scorge il mulino di Teresa;
un torrente ne fk girare la ruota.
All' alzarsi del sipario odonsi da lungi suoni pastorali e voci
lontane che gridano : VIVA ÀMINA ! sono gli abitanti del
villaggio che vengono, a festeggiare gli sponsali di lei.
Esce Lisa dall'osteria, indi Alessio dai colli.
Trv. ...v
ulto è gioja, tutto è festa...
Sol per me non v' ha contento,
E per colmo di tormento
Son costretta a simular.
0 beltade a me funesta j
Che m' involi il mio tesoro,
Mentre io soffro, mentre moro,
Pur ti deggio accarezzar I
Ale. Lisa I Lisa!...
Lisa (per partire) Oh I l' importuno !
Ale. Tu mi fuggi!...
Lisa Fuggo ognuno.
Ale. Ah non sempre, o bricconcelli
Fuggirai, da me così.
Per te pure, o Lisa bella.
Giungerà di nozze il di. (durante il
colloquio di Lisa e di Alessio, i suoni si sono fatti più
vicini, e più forti le acclamazioni)
%i Sonnambula 4
SCENA II.
Scendono dalle coHine Villani e Villanelle, tutti vestiti
da festa, con sgomenti villerecci e canestri di fiori. Giun-
gono al piano.
Coro Viva Amina f
Ale. Viva ! (unendosi al Coro)
Lisa (indispettita) (Anch' esso f
Oh dispetto!)
Cobo Viva ! ancora !
Ale. Qui schierati... più d'appresso...
Lisa (Ah! la rabbia mi divora!)
Coro La canzone preparata
Intuonar di qui si può.
Lisa (Ogni speme è a me troncata.
La rivale trionfò.)
Canzone.
In Elvezia non v' ha rosa
Fresca e cara af par d' Aurina:
È una stella mattutina,
Tutta luce, tutta amor.
Ma pudica, ma ritrosa,
Quanto è vaga, quanto è bella:
È innocente torlorella,
È l'emblema del candor.
Te felice e avventurato
Più d'un prence e d'un sovrana,
Bel garzon, che la sua mano
Sei pur giunto a meritar!
Tal tesoro amor t' ha dato
Di bellezza e di virtude,
Che quant' oro il mondo chiude*,
Che niun re potria comprar.
Lisa (Ah! per me sì lieti canti
Destinati un di credei:
7
Crudo amor, che sian per lei
Non ho cor di sopportar.)
Ale. (Lisa mia, si lieti canti (avvicinandosi a Lisa)
Risuonar potrai per noi,
Se pietosa alfin tu vuoi
Dar ascolto ai mio pregar)*
(ricominciano gli evviva)
SCENA IIL
Amiiia, Teresa, e detti.
Ami. Care compagne, e voi ,
Teneri amici, che alla gioja mia
Tanta parte prendete, oh come dolci
Scendon d'Amina al core
I canti che v'inspira il vostro amore!
CoroVìvì felice! è questo
II comun voto, o Amina.
Ami. A te diletta,
Tenera madre, che a sì lieto giorno
Me orfanella serbasti, a te favelli
Questo, dal cor più che dal ciglio espresso.
Dolce pianto di gioia, e questo amplesso.
Come per me sereno
Oggi rinacque il di ì
Come il terren fiorì
Più hello e ameno!
Mai di più lieto aspetto
Natura non brillò;
Amor la colorò
Del mio diletto.
Tetti Sempre, o felice Amina,
Sempre per te così
Infiori il cielo i di
Che ti destina. (Amina abbraccia Teresa,
e prendendole una mano, se l'avvicina al corfc)
Ami. Sovra il sen la man mi posa,
Palpitar, balzar lo senti :
Egli é il cor che i suoi contenti
Non ha forza a sostener.
Tutti Di tua sorte avventurosa
Teco esulta il cor materno
Non potea favor superno
Riserbarlo a ugual piacer.
Ale. Io più di tutti, o Amina,
Teco mi allegro, lo preparai la festa,
lo feci le canzoni; io radunai
De' vicini villaggi i suonatori
Ami. È grata a' tuoi favori ,
Buon Alessio, son io. Fra poco io spero
Ricambiarteli tutti,, allor che sposo
Tu di Lisa sarai, se, come è voce,
Èssa a farti felice ha il cor disposto-'
Ale. La senti, o Lisa?
Lisa Non sarà si tosto.
Ale. Sei puf crudele f
Ter. É perché mai?
Lisa L'ignori?
Schiva son io d' amori j
Mia libertà mi piace,
Ami. Ah! tu non m
Quanta felicità riposta sia
In un tenero amof.
Lisa So venie amore
Ha soave principio e fine amaro.
Ter. (Vedi l' ipocrisia ! )
Coro Viene il notane
.GlJohfì Affi] l Al ,
éBniniÀ sorbì o eeiqma2 rrrjT
SCENA IV.
Il IVotaro e Detti
Ami. 11 Notaro? Ed Elvino * ; &\imrru[ omrm
Non è presente ancor?
Not. Di pochi passi
Io lo precedo, o .Amina: in capa -al boseo
10 lo mirai da lungi.
CoroEccqìo.
Aml Caro Elvinol Alfin tu giungi !
ij/iii ') HO f JOIJJ cri) l>Io
SCENA V.
r.: ;. vonoe fJjj Im ì^ì ^ììtjS rrruT
Hvlno, e Detti
Elv. Perdona, ;0 mia diletta,
11 breve indugio- In questo dì solenne
Ad implorar ne andai sui nostri nodi
D'un angelo il favor: prostralo al marmo
Dell'estinta mia madre, oh benedici
La mia sposa! le dissi. Ella possiede
Tutte le tue virtudi: ella felice -
Renda il tuo figlio qual rendesti il padre.
Io lo spero, ben mio, m'udì la madre.
Ami. Oh! fausto augurio!
Tutti noò /T*^Efo9do }h If>a
Esso non fia.
Elv. Siate voi tutti, o amici,
Al contratto presenti.
(il notaro si dispone a stendere il contralto)
Not. Elvin, che rechi
Alia tua sposa in dono?
Elv. I miei poderi,
MA
40
La mìa casa, il mìo nome,
Ogni bene di cui son possessore.
Not. E Amina 7...
Ami. Il cor soltanto.
Elv. Ah I tutto è il core ?
(mento la madre sottoscrive, e con essa i testimoni
Elvino presenta Y anelito ad Amina)
Prendi: l'anel lì dono
Che un di recava all' ara
L'alma beata e cara
Che arride al nostro amor.
Sacro ti sia tal dono
Come fu sacro a lei ;
Sia de' tuoi voli e miei
Fido custode ognor.
Tutti Scritti nel ciel già sono,
Come nel vostro cor.
Elv. Sposi or noi siamo.
Ami. Sposi !...
Oh tenera parolai
Elv. Carat nel sen ti posi
Questa gentil viola. (le dà un mazzetto)
Ami. Puro, innocente flore 1 i (lo bacia)
Elv. Ei mi rammenti a te.
Ami. Ah ! non ne ha d' uopo il core.
Elv. Ah si, mio tutto egli è.
frtf)ffi fi ììtohtìoi irtin nihuì fini li rhnflfF
Dal dì che i nostri cori
Avvicinava un Dio,
Con te rimase il mio,
11 tuo restò con me.
Ami. Ah! vorrei trovar parole
A spiegar com'io t'adoro!
Ma la voce, o mio tesoro,
Non risponde al mio pensieri
il
Elv. Tutto ahi tutto in questo istante
Parla a me del fuoco ond'ardi:
Io lo leggo ne' tuoi sguardi,
Nel tuo riso lusinghieri
L'alma mia nel tuo sembiante
Vede appien la sua scolpita,
E a lei vola, è in lei rapita
Di dolcezza e di piacer!
Tutti Ah! così negli occhi vostri
Core a. core ognor si mostri:
Legga ognor qual legge adesso
L' un nell'altro un sol pensier.
Lisa (Il dispetto in sen represso
Più non valgo a trattener.)
Elv. Domani, appena aggiorni,
Ci recheremo al tempio, e il nostro imene
Sarà compiuto da più santo rito.
» A genial convito
• Tutti quanti io vi attendo, e a lieta danza
» Nel mio vicin podere. (odesi suon di sferza e
Qual rumore ! calpestio di cavalli)
Tutti (accorrendo) Cavalli!
Ami. Un forestiere.
SCENA VL
Rodolfo e due Postiglioni.
Rod. Come noioso e lungo (da lontano)
Il cammin mi sembrò! Distanti ancora
Dal castello siam noi? (avanzandosi)
Lisa Tre miglia, e giunti
Non vi sarete fuor che a notte oscura,
Tanto alpestre è la via. Fino a domani
Qui posar vi consiglio.
te
Rod. E lo desìo.
Avvi albergo al villaggio?
Lisa Eccovi il mio.
ROD. Quello ? (esaminando f osteria )
Tutti Quello.
Rod. Ah! lo conosco.
Lisa Voi, signor?
Tutti (Costui chi fìa?)
Rod. Il mulino!... il fonte... il bosco!...
E- vicin la fattoria !...
Vi ravviso, o luoghi ameni,
In cui lieti, in cui serenici
Sì tranquillo i dì passai
Della prima gioventù!
Cari luoghi, io vi trovai,
Ma quei dì non trovo più !
Tutti (Del villaggio è conscio assai:
Quando mai — costui vi fu?)
Rod. Ma fra voi, se non m'inganno,
Oggi ha luogo alcuna festa.
Tutti Fauste nozze qui si fanno.
Rod. E la sposa? è quella? (accennando Lisaì
TUTTI (additando Amina) È questa.
Rod. È gentil, leggiadra molto.
Ch5 io ti miri. — f , Oh il vago volto !
Tu non sai con quei begli occhi
Come dolce il cor mi tocchi,
Quai richiami ai pensier miei
Adorabili beltà.
Eran desse, qual tu sei,
Sul mattino dell'età.
Lisa (Ella sola è vagheggiata!)
Elv. (Da quei detti è lusingata!)
Coro (Son cortesi, son galanti
Gli abitanti - di città.)
Elv. Contezza del paese
Avete voi, signor? Testé mostraste
13
Di questi luoghi ravvisar l'aspetto.
Rod. Vi fui da giovinetto
Col signor del castello.
Ter. Oh 1 il buon signore !
È morto or son qualtr'anni!
Rod. E zie ho dolore!
Egli mi amò qual figlio...
Ter. Ed un figlio egli avea; ma dal castello
Sparve il giovane un dì, nè più novella
N'ebbe l'afflitto padre.
Rod. A' suoi congiunti
Nuova io ne reco, e certa. Ei vive.
Lisa E quando
Alla terra natia farà ritorno?
CoRoCiascun lo brama.
Rod. Lo vedrete un giorno.
(odesi il suono delle cornamuse che riducono gli armenti
all'ovile)
Ter. Ma il sol tramonta ; è d' uopo
Prepararsi a partir.
Coro Partir !...
Ter. . Sapete
Che f ora si avvicina in cui si mostra
Il tremendo fantasma^
Coro È vero, è vero!
Rod. Qual fantasma ?;
Tutti È un mistero...
Un oggetto d' orror !
Rod. Follie!
Coro Che dite?
Se sapeste, signor...
Rod. Narrate.
Coro Udite.
A fosco cielo, a notte bruna,
A fioco raggio d' incerta luna,
Col cupo suono di tuon lontano
Dal colle al piano - un' ombra appar.
La Sonnambula 2
14
In bianco avvolta - Ienzuol cadente,
Col crin disciolto, con occhio ardente,
Qual densa nebbia dal ve&to mossa,
Avanza, ingrossa - immensa par!
Rod. Ve la dipinge, ve la figura
La roslra cieca credulità.
Tutti Ah! non è fola, noa è paura:
Ciascun la* vide: è verità.
Coro Dovunque inoltra a passo lento
Silenzio regna che fa spavento;
Non spira fiato, non move stelo;
Quasi per gelo - il rio si sta.
I cani stessi accovacciati,
Àbbassan gli occhi, non han latrati.
Sol tratto, tratto da valle fonda
La strige immonda - urlando va.
Rod. S' io qui restassi , o tosto, o tardi ,
Vorrei vederla, scoprir che fa.
Tutti Dal ricercarla il ciel vi guardi t
Saria soverchia temerità.
Rod. Basta cosi. Ciascuno
Si attenga al suo parer. Verrà stagione
Che di siffatte larve
Fia purgato il villaggio.
Ter. Il ciel Io voglia!
Questo, o signore, è universal desio.
Rod. Ma del viaggio mio
Riposarmi vorrei , se mei concede
La mia bella e cortese albergatrice.
TuTTiBuon riposo, signor.
Coro Notte felice.
Rod. Addio, gentil fanciulla; (ad Amina)
Fino a domani, addio... T'ami il tuo sposo
Come amarti io saprei.
Elv. (con dispetto) Nessun mi vince
In professarle amore...
Rod, Felice te se ne possedi il core ! (parte con Lisa
il Coro si disperde)
SCENA VII.
101 vitto ed Attrista.
Ami. Elvino !... E me tu lasci
Senza un tenero addio?
Elv. Dallo straniero
Ben tenero l! avesti.^
Ami. È ver: cortese,
Grazioso ei parlò. Da quel sembiante
Ottimo cor traspare...
Elv. E cor d'amante.
Ami. Parli tu il vero, o scherzi?
Qua! sorge dubbio in te?
Elv. T'infingi invano.
Ei ti stringea la mano,
Ei ti facea carezze.. >
Ami. Ebben!...
Elv. Discare
Non li eran esse, e ad ogni sua parola
S' incontravano i tuoi negli occhi suoi,
Gioia ne avevi.
Ami. Ingrato! e dir mei puoi?
Occhi non ho nè core
Fuor che per te. Non ti giurai mia fede?
Non ho l'anello tuo?
Elv. Sì.
Ami. Non t'adoro?
Il mio ben non sei tu?
Elv. Sì... ma...
Ami. Prosegui...
Saresti tu geloso?...
El«v. Ah! sì, lo sono...
Ami. Di chi?
Elv. Di tutti.
Ami. Ingiusto cori
Elv. Perdono !
16
» Son geloso del zefiro amante
»Che ti scherza nel crine, nel velo;
»Fin elei Sol che ti mira dal cielo,
»Fin del rivo che specchio ti fa.
Ami. » Son, mio bene, del zefiro amante,
» Perchè ad esso il tuo nome confido;
»Amo il Sol, perchè teco il divido,
»Amo il rio, perchè l'onda ti dà.
Elv. » Ah ! perdona all' amore il sospetto !
Ami. »Ah! per sempre sgombrarlo dèi tu.
Elv. »Sì, per sempre.
Ami. »H prometti?
Elv. »I1 prometto.
a 2 Mai più dubbj ! timori mai più.
» Ah costante nel tuo, nel mio seno
»Sia la fede che amore avvalora!
j>E sembiante a mattino sereno
»Per noi sempre la vita sarà
» Addio car°!
Elv. »A me pensa.
Ami. »E tu ancora.
a 2 ak
> Pur nel sonno il mio cor ti vedrà.
(partono)
SCENA Vili.
Stanza ncW osteria. Di fronte una finestra. Da un lato porta
(V ingresso : dall'altro un gabinetto. Avvi un sofà e un tavolino.
Rodolfo, indi Lisa.
RoD.Davver, non mi dispiace
D' essermi qui fermato : il luogo è ameno,
L' aria eccellente, gli uomini cortesi,
Amabili le donne oltre ogni cosa.
Quella giovine sposa
È assai leggiadra... E quella cara ostessa?
È un po'ritrosa, ma mi piace anch' essa.
Eccola: avanti, avanti,
Mia bella albergatrice.
Lisa Ad informarmi
Veniva io stessa se Y appartamento
Va a genio al signor Conte.
Rod. Ai signor Conte!
(Diamin ! son conosciuto !)
Lisa Perdonate,
Ma il Sindaco lo accerta, e a farvi festa
Tutto il villaggio aduna-
lo ringrazio fortuna
Che a me prima di tutti ha conceduto
Il favor di offerirvi il mio rispetto.
Rod. Nelle belle mi piace un altro affetto.
E tu sei bella, o Lisa,
Bolla davvero...
Lisa Oh il signor Conte scherza.
Rod. No, non ischerzo. Questi furbi occhietti,
Questo bocchin ridente,
Quanti cori ha sorpresi e ammaliati?
Lisa Non conosco finora innamorati.
Rod. Tu menti, o bricconcella,
Io ne conosco...
LISA (avvicinandosi) Ed èli».
Rod. Se quel foss'io,
Che diresti, o carina?...
Lisa Io che direi?
Rod. Sì ; che diresti tu ?
Lisa Noi crederei.
In me non è beltà degna di tanto...
Un merito ho soltanto:
Quello di un cor sincero.
Rod* È questo è molto.
Ma qual romore ascolto ? (odesi strepito dalia
2.% finestra)
Lisa (Mal venga all' importuno f)
Rod. Donde provien? (si spalanca la finestra)
Lisa Che non mi vegga alcuno,
(fugge nel gabinetto, e nella fretta perde il fazzoletto; Ro-
dolfo lo raccoglie, e lo getta sul sofà.)
SCENA IX.
Comparisce Amina: è coperta di una semplice veste bianca;
e si vede alla finestra l'estremità della scala per cui è salita.
Ella dorme; è sonnambola: e s'avanza lentamente in mezzo
alla stanza.
RoD.Che veggio? Saria questo
Il notturno fantasma! - Ah! non m'inganno...
Quest' è la villanella
Che dianzi agli occhi miei parve sì bella.
Ami. Elvino... Elvino!...
Rod. Dorme.
Ami. Non rispondi?
Rod. E sonnambola.
ÀMI. (con sorriso scherzoso) Geloso
Saresti ancor dello straniero?... ah parla!...
Sei tu geloso ancor?
Rod. Degg' io destarla?
Ami. Ingrato a me t'appressa... (con pena)
Amo te solo, il sai.
Rod. Destisi.
Ami. (tenera) Prendi...
La man li stendo... un bacio imprimi in essa,
Pegno di pace.
Rod. Ah! non si desti... Alcuno
A turbarmi non venga in tal momento.
(va a chiudere la finestra)
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Lisa Àminaf (dal gabinetto) 0 traditrice! (parte non veduta)
Rod. Oh ciel !... che tento ?
(per correre ad Amina. Breve silenzio. Amina sogna
il momento della cerimonia)
Ami. Oh! come lieto è il popolo
Che al tempio ne fa scorta !
Rod. In sogno ancor queir anima
È nel suo bene assorta.
Ami. Ardon le sacre tede.
Rod. Essa all'aitar si crede.
Ami. Oh madre mia, m'aita;
Non mi sostiene il piè!
Rod. No, non sarai tradita,
Alma gentil, da me. (Amina alza la destra
come se fosse all'altare)
Ami. Cielo, al mio sposo io giuro
Eterna fede e amore 1
Rod. Giglio innocente e puro,
Conserva il tuo candore !
Ami. Elvino !... Alfin sei mio.
Rod. Fuggasi.
Ami. Tua son io.
Abbracciami. - Oh contento
Che non si può spiegarl
Rod. Ah se più resto , io sento
La mia virtù mancar,
(va per uscire dalla porta: ode rumore di gente \
parte per la finestra donde è venuta Amina, e la chiu-
de. Ella, sempre dormendo, si corica sul sofà)
SCENA X.
Contadini, Sindaci e Alessio.
CORO (di dentro)
Osservate: 1' uscio é aperto.
Senza strepito inoltriamo : (fuori)
20
Tutto tace: ei dqrme certo.
Lo destiamo, o noi destiamo?
Perchè no ? ci vuol coraggio :
Presentarsi, o uscir di qua.
Dell' ossequio del villaggio
Malcontento ei non sarà, (si avvicinano)
Avanziam - Ve' ve' : mirate,
A dormir colà si è messo. -
Appressiamoci. - Ah... fermate :
(si accorgono di Amina, e tornano indietro)
Non è desso, non è desso.
Al vestito, alla figura,
È una donna... donna, si.
È bizzarra l'avventura, (reprimendo le risa)
Come entrò? che mai fa qui?
SCENA XI.
Teresa, Elvino, Usa, e detti.
Elv. È menzogna. (da lontano)
Coro Alcun s' appressa.
Lisa Mira, e credi agli occhi tuoi, (addita Amina)
Elv. Cielo I Amina!
Coro Amina ! dessa I (Amina si
sveglia al romore)
Ami. Dove son? chi siete voi?
Ah 1 mio bene 1
Elv. Traditrice !
Ami. Io L.
Elv. Ti scosta.
Ami. Oh ! me infelice !
Che mai feci?
Elv. E ancor lo chiedi?...
Cgro Dove sei tu ben lo vedi.
21
Ami. Quii... perchè?... chi mi vi ha spinta?...
Elv. Il tuo core ingannator.
Ami. Madre I oh I madre ! (corre nelle braccia di sua
madre : questa si copre il volto colle mani)
Coro Ah sei convinta !...
Elv. Va spergiura !...
Ami. 0 mio dolor!
Tutti
Ami. D'un pensiero, d'un accento
Rea non son, nè il fui giammai.
Ah I se fede in me non hai ,
Mal rispondi a tanto amor.
Elv. Voglia il ciel che il duol eh' io sento
Tu provar non debba mai!
Ah ! ti dica s' io t' amai
Questo pianto del mio cor.
Coro II tuo nero tradimento
È palese e chiaro assai.
Ter. Deh! l'udite un sol momento:
Il rigore eccede ornai.
Coro e Alessio
In qual cor fidar più mai ,
Se quel cor fu mentitor?
(in questo frattempo Teresa ha raccolto sul sofà il
fazzoletto di Lisa, e lo ha posto al collo di Amina)
Non più nozze : al nuovo amante,
Sconoscente, io t' abbandono.
Non più nozze !
Oh crudo istante!
Deh!... m' udite... io rea non sono.
Togli a me la tua presenza :
La tua voce orror mi fa.
Nume amico all' innocenza,
Svela tu la verità.
Elv.
Tutti
Ami.
Elv.
Ami.
Tutti
Aml.Elv. Non è questa, ingrato core,
Non è questa la mercede,
Ch' io sperai per tanto amore,
Che aspettai per tanta fede...
Ah ! m' hai tolta in un momento
Ogni speme di contento...
Ah! penosa rimembranza
Sol di te mi resterà*.
Lisa, Alessio e Coro
Non più nozze, non più imene:
Sprezzo, infamia a lei conviene.
Di noi tutti all' odio eterno,
Al rossor la rea vivrà.
Ter. Ah! se alcun non ti sostiene,
Se favor nessun t'ottiene,
Sventurata, il sen materno
Chiuso a te non resterà,
(tutti escono minacciando Amina: ella cada fra le
braccia di Teresa. Gala il sipario.)
FI^E dell'atto primo.
23
htlQ) SEGO CCS©
\Jui la selva è più folta ed ombrosa.
Qui posiamo, vicini al ruscello.
Lunga ancora, scoscesa, sassosa
È la via che conduce al castello.
Sempre tempo per giungere avremo,
Pria che sorga dal letto il signor.
JUflettiam. - Quando giunti saremo,
Che direm per toccare il suo cuor?
Eccellenza 1... direm con coraggio...
Signor conte... la povera Amina
Era dianzi 1' onor del villaggio ,
Il desio d' ogni villa vicina...
In un tratto è trovata dormente
Nella stanza che voi ricettò...
Difendetela , s' ella è innocente ,
Aiutatela , s' ella fallò.
A tai detti, a siffatti argomenti...
Ei si mostra commosso, convinto;
Noi preghiamo , insistiam riverenti...
Ei ci affida, ei promette, abbiam vint<
Consolati al villaggio torniamo:
In due passi, in due salti siam qua.
SCENA PRIMA.
Boscaglia.
Coro di Contadini,
24
Alla prova!... Da bravi! partiamo...
La meschina proletta sarà. (partono)
"scena il
Asitiiia e Teresa*
Ami. Reggimi, o buona madre ; a mio sostegno
Sola rimani tu.
Ter. Fa core. Il conte
Dalle lagrime tue sarà commosso.
Andiamo.
Ami. Ah! no... non posso :
Il cor mi manca e il piè. - Vedi ? - Siam noi
Presso il poder d'Elvino. - Oh! quante volte
Sedemmo insiem di questi faggi all'ombra.
Al mormorar del rio! - L'aura che spira
De' giuramenti nostri anco risuona...
Gli obliò quel crudele ! ei m' abbandona !
Ter. Esser non puote, il credi ,
Ch' ei più non t' ami. Afflitto è forse anch'esso,
Afflitto al par di te... Miralo : ei viene
Solitario e pensoso...
Ami. A lui mi ascondi... rimaner non oso.
ificii SeENAìIIL.'i^-ioKoooa
Elvino e Dette in disparte.
Elv. Tutto è sciolto. Oh dì funesto!
Più per me non v' ha conforto.
H mio cor per sempre è morto
Alla gioia ed all' amor.
Ami. Vedi, o madre... è afflitto e mesto...
Forse, ah! forse ei m'ama ancor. (Amina si
avvicina. Egli si scuote, la vede, e amaramente le dice)
Elv. Pasci il guardo, e appaga Y alma
Dell' eccesso de' miei mali :
Il più triste de' mortali
Sono, o cruda, e il son per te.
25
Ami. M'odi, Elvino... Elvin, ti calma...
Colpa alcuna in me non è.
VOCI LONTANE
Viva il Conte !
Elv. Il Conte! (per uscire)
Ami., Ter. Ah! resta.
Elv. No: si fugga.
SCENA IV.
Coro e detti.
Coro Buone nuove!
Dice il Conte eh' ella è onesta ,
Che è innocente; e a noi già move.
Elv. Egli ! oh rabbia !
Tutti Ah! placa l'ira...
Elv. L'ira mia più fren non ha. (le toglie l'anello)
Ami. Il mio anello!... oh! madre!...
(si abbandona fra le braccia di Teresa)
Ter., Coro (ad Elvino) Mira !...
A tal colpo morirà. (breve silenzio. Elvino
si appressa ad Amina vivamente commosso)
Elv. Ah! perchè non posso odiarli,
Infedel , com' io vorrei !
Ah! del tutto ancor non sei
Cancellata dal mio cor.
Possa un altro, ah! possa amarti
Qual t' amò quest' infelice !
Altro voto, o traditrice,
Non temer dal mio dolor.
Teresa e Coro
Ah ! crudel, pria di lasciarla ,
Vedi il Conte, al Conte parla.
Ei di rendere è capace
A te pace - a lei 1' onor.
(Elvino parte disperato. Teresa tragge seco Amina
da un' altra parte)
26
SCENA V.
Villaggio come nclV allo primo.
Usa seguitata da Alessio.
Lisa Lasciami: aver compreso
Assai dovresti che mi sei noioso.
Ale. Non isperar che sposo
Elvin ti sia: dell'onestà d' A mina
Sarà convinto in breve , e allora...
Lisa E allora
Tu mi sarai più rincrescioso ancora.
Ale. Deh! Lisa, per pietà... cambia consiglio,
Non mi trattar cosi. Che far d'un uomo
Che ti sposa soltanto per dispetto ?
Lisa Mi è più caro d'un sciocco, io te l'ho detto.
Ale. No , non lo sposerai : porrò sossopra
Tutto il villaggio : invocherò del Conte
L'autorità, pria ch'io sopporti in pace
D'esser da te schernito in questa guisa.
Voci di dentro.
Lisa è la sposa-
ci 2 Che?...
Voce di dentro La sposa è Lisa.
SCENA VL
Contadini, Contadine e Detti. Poi E'ivluo.
Coro
A rallegrarci con te veniamo,
Di tua fortuna ci consoliamo:
A te fra poco - d' Amina in loco,
La man di sposo Elvin darà.
Lisa De' lieti augurj a voi son graia,
Con gioia io veggo che sono amata;
E la memoria del vostro amore
Giammai dal core - non m'uscirà.
Ale. (Qual uom da tuono - colpito io sono:
Parole il labbro trovar non sa.)
Coro La bella scelta a tulli è cara:
Ciascun ti loda , t' esalta a gara :
A farti festa - ciascun s'appresta,
Ognun ti prega prosperità.
Lisa E fia pur vero, Elvino,
Che alfìn dell'amor tuo degna mi credi?
Elv. Sì, Lisa. Si rinnovi
Il bel nodo di pria : V averlo sciolto
Perdona a un cor sedutto
Da mentita virtù.
Lisa Perdono tutto.
Ora che a me ritorni
Più non penso al passato: altro non veggo
Che il ridente avvenir che alfìn mi aspetta.
Elv. Vieni : tu , mia diletta ,
Mia compagna sarai. La sacra pompa
Già nel tempio si appresta.
Non si ritardi.
Tutti Andiam.
SCENA VII.
Rodolfo e Detti.
Rod. Elvin, t'arresta.
Lisa (Il Conte 1)
Ale. (A tempo giunge.)
RoD.Ove t'affretti?
Elv. Al tempio.
Rod. Odimi prima*
m
Degna d'amor, di stima
È Amina ancor; io della sua virtute,
Come dei pregi suoi,
Mallevador esser ti voglio.
Elv. . ' Vòip^ k«0) .;ìjA
Signor Conte agli occhi miei,
Negar fede non poss' io.
Rod. Ingannato , illuso sei :
Io ne impegno 1' onor mio.
Elv. Nella stanza a voi serbata
Non la vidi addormentata ?"? *8 3à8(J
Rod. La vedesti , Amina eli' era...
Ma svegliata non vi entrò,
Tutti Come dunque? in qual maniera?
Rod. Tutti udite.
Coro Udiamo un po'.
Rod. V han certuni che dormendo
Vanno intorno come desti ,
Favellando, rispondendo
Come vengono richiesti ,
E chiamati son sonnamboli
Dall' andare e dal dormir.
Tutti E fia vero? - E fla possibile?
Rod. Un par mio non può mentir.
Elv. No non fia: di tai pretesti
La cagione appien si vede.
Rod. Sciagurato! e tu potresti
Dubitar della mia fède?
ELV. Vieni, Lisa. (senza badare a Rodolfo)
Lisa Andiamo.
Coro Andiamo.
A tai fole non crediamo. r -a°fl
Un che dorme e che cammina!
No. non è, non si può dar.
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SCENA Vili.
Teresa e Detti.
Ter. Piano, amici; non gridate:
Dorme alfin la slanca Amina:
Ne ha bisogno, poverina,
Dopo tanto lagrimar.
Tutti Si , tacciamo - noi dobbiamo
I suoi sonni rispettar. (per uscire)
Ter. Lisa!... ElvinoL. che vegg' io?
Dove andate in questa guisa?
Lisa A sposarci.
Ter. Voi ! gran Dio !
E la sposa... è Lisa?^
ElV. <r>nimA ó aJnoópani ; E Lisa-
Lisa E lo merlo: io non fui còlta
Sola mai , di notte in volta ;
Nè trovata io fui rinchiusa
Nella stanza di un signor.
Ter* Menzognera ! a questa accusa
Più non freno il mio furori
Questo vel fu rinvenuto
Nella stanza del signore.
Tutti Di chi è mai? chi l'ha perduto?
Ter. Ve lo dica il suo rossore, (accennando Lisa)
TUTTI - Lisa! (Elv. lasciala mano di Lisa mortificato)
Ter. Lisa. Il signor . Conte
Mi smentisca se lo può.
Lisa (lo non oso alzar la fronte!)
Tutti (Che pensar, che dir non so.)
Tutti
Elv. (Lisa ! mendace anch' essa !
Rea dell' istesso errore!
Spento è nel mondo amore,
Più fé, più onor non v'ha!)
Lisa (Cielo! a tal colpo oppressa,
Voce, non trovo, e tremo,
30
Quanto al mio scorno estremo
La mia rivai godrà !)
TER.,RoD.(In quella fronte impressa
Chiara è la colpa e certa.
Soffra: pietà non merla
Chi altrui negò pietà.)
Ale.,Coro(E la modestia istessa
Ella sembrò in persona!
Vedi la bacchettona !
Pianga, chè ben le sta.)
Elv. Signor ?... che creder deggio ?
Anch' ella mi tradì 1
Rod. Quel eh' io ne pensi
Manifestar non vo'. Sol ti ripeto j
Sol ti sostengo, che innocente è Amina ,
Che la stessa virtude offendi in essa.
Elv. Chi fìa che il provi ?
Rod. Chi ? - mira : ella stessa»
SCENA ULTIMA.
Vedesi Amina uscire da una finestra del mulino : ella pas-
seggia, dormendo, sull' orlo del tetto : sotto di lei la ruota
del mulino, che gira velocemente , minaccia di frangerla se
pone il piede in fallo. Tutti si volgono a lei spaventati.
Eivino è trattenuto da Rodolfo.
Tutti Ah! (con un grido)
Rod. Silenzio: un sol passo,
Un sol grido l'uccide.
Ter. Oh figliai
Elv. Oh Amina!
Coro Scende... Bontà divina,
Guida l' errante piè ! (Amina giunge presso alla
ruota camminando sopra una trave mezzo fracida che
Trema... vacilla... ahimè !... piega sotto di lei)
Coraggio., è salva !...
Tutti È salva!.,.
31
Ter. Oh figlia!...
Elv. Oh Amina !
(Àmina si avanza in mezzo al teatro)
Ami. Oh 1 se una volta sola
Rivederlo io potessi, anzi che all'ara
Altra sposa ei guidasse !...
ROD. (adElvino) Odi?...
Ter. A te pensa,
Parla di te.
Ami. Vana speranza!... Io sento
Suonar la sacra squilla... al tempio ei move...
Io l'ho perduto... e pur... rea non son io.
TuTTiTenero cor!
AMI. Gran Dio, (inginocchiandosi)
Non mirar il mio pianto : io gliel perdono.
Quanto infelice io sono
Felice ei sia... Questa d' oppresso core
È l'ultima preghiera...
Tutti Oh detti ! oh amore !
Ami. (si guarda la mano come cercando Panello di Elvino)
L'anello mio... l'anello...
Ei me l' ha tolto... ma non può rapirmi
L'immagin sua... Scultaella èqui... nel petto.
Nè te d' eterno affetto (si toglie dal seno
i fiori ricevuti da Elvino)
. Tenero pegno, o fior... nè te perdei...
Ti bacio ancor... ma... inaridito sei.
Ah non credea mirarti
Sì presto estinto, o fiore;
Passasti al par d'amore,
Che un giorno sol durò, (piange sui fiori)
Potria novel vigore
Il pianto mio donarti...
Ma ravvivar Y amore
Il pianto mio non può.
Elv. Io più non reggo.
Ami. E s'egli
A me tornasse! Ohi torna, Elvin.
32
RoD.(adEiv.) Seconda
Il suo pensier.
Ami. A me t'appressi? Oh! gioia!
L'anello mio mi rechi?
Rod. (adElv.) A lei lo rendi.
Elv. (le rimette Panello)
Ami. Ancor son tua: tu mio tuttor... Mi abbraccia.
Tenera madre... io son felice appieno !
RoD. De' suoi diletti in seno
Ella si svegli. (Teresa l'abbraccia. Elvino si prostra
a? suoi piedi e la sostiene)
Coro Viva Aminai (ad alta voce)
Ami. (svegliandosi) Ohi cielo!
Dove son io?... che veggo?... Ah! per pietade,
Non mi svegliate voi! (si copre il volto cokle mani)
Ter. y No : tu non dormi...
Elv. Il tuo amante, il tuo sposo è a te vicino.
(Amina alla voce di Elvino si scopre gli occhi, lo guarda,
lo conosce, indi si getta fra le sue braccia)
Ami. Oh gioia! oh gioia 1... Io ti ritrovo, Elvino !
Tutti Innocente, e a noi più cara,
Bella più del tuo soffrir,
Vieni al tempio, e a piò dell' ara
Incominci il tuo gioir.
Ami. Ahi non giunge uman pensiero
Al contento ond'io son piena :
A' miei sensi io credo appena,
Tu m' affida, o mio tesor.
Ah ! mi abbraccia, e sempre insieme.
Sempre uniti in una speme,
Della terra in cui viviamo
Ci formiamo - un ciel d' amor.
Tutti Innocente, e a noi più cara,
Bella più del tuo soffrir,
Vieni al tempio, e a pie dell'ara
Incominci il tuo gioir*
FINE.
atrali di esclusiva proprietà di
CHO. RICORDI
aratteria
iti con p sono già publicati.
pDonizelii. Linda di Chàmpunix
i più guarda meno vede
p~ Don Bucefalo
p — La Fioraia I
pCampiani
Hapeeeìùl
\ Carli
I pChia
Elisabetta
i— La Figlia del Reggimento
, — Maria Padilla
Paolina e Poliuto (1 Martin)
a. L'Orfana di Smolensko^
r j errar L Gli ultimi giorni dì Suli
p Fioravanti ed altri. Don Procopio
pFiar La figlia del fabbro
p—. Il Notajo d'Ubeda
p— 1 Zingari
pFlotow. Alessandro Slradclla
11 Boscajuolo o L'Anima della
tradita (Vaine cu peine)
Fontana. 1 Baccanti
pForoni. Cristina Regina di Svezia
pGabrielli. Il Gemello
— Giulia di Tolosa
pGalli. Giovanna dei Corluso
pGambinì. Cristoforo Colombo
pHalevy. L' Ebrea
pMail Gastilbelza
Malipiero. lldcgonda di
<ina (Attila)
pMercadantè. Orazj c Curiazj
I pìif *- <La Schiava -.Sarti1
p— Il Vascello di
pftleyerbeer
mata Corsa
di Scozia
ina di Cipro
I di Napoli
Segue
p — Il Parrucchiere della reggi
p — Romea di Monfort
Perelli. Galeotto Manfredi
— Osti e non Osti
pPetrocini. La duchessa de ia Val
lière
pPistilli. Rodolfo da Bncnza
pPlatania. Matilde Bcntivoglio
pPonialowski. Bonifazio de'Geremei
Pazone. Il Figlio dello Schiavo
pRicci F. Estolla
/>— Il Marito e 1' amante
— Un Duello sotto Richelieu
— Vallombra
/i^tcciY/ra^//i;.Crispino e la Comare
Biotte . Selene
fiossi Lauro» Azcma di Gì
f?— U Domino Nero
p— La Figlia di Figaro
pRossini. Roberto Bruco
Sanelli. Ermengarc
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I ritrattò di
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Gerusalemme
Giovanna d* Arco
Guglielmo Wellingrode (Stif-
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